giovedì 10 dicembre 2020

La traslazione della Santa Casa

Le pareti della Santa di Nazareth dentro la Basilica di Loreto

La notte fra il 9 e il 10 dicembre è una notte speciale

Quando ero un ragazzino abitavo in un quartiere di Ancona chiamato Posatora. Una collina che gode di un panorama stupendo sul mare, sul porto e sulla Cattedrale, da cui nelle giornate limpide riesci anche a vedere le sagome delle montagne Croate sull’altra sponda dell’Adriatico.

La notte fra il 9 e il 10 dicembre, noi ragazzini correvamo nelle campagne ad accendere fuochi. Era la notte de “la venuta”. La memoria della notte in cui nel lontano 1294 la Santa Casa di Nazareth veniva trasportata proprio dalla Croazia, da Tersatto, sulla collina di Posatora. Una notte in cui al freddo, riscaldati dai fuochi, fra canti e preghiere immaginavamo la casa di Maria volare sopra le nostre teste trasportata dagli angeli.

Sembrava di vivere una favola, e invece ricordavamo un mistero, la traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto.

La posizione della Santa casa nella grotta di Nazareth

Quella costruzione che si trova oggi al centro del Santuario di Loreto, altro non è che la Santa Casa di Maria: il luogo dove  è nata ed ha abitato Maria, la madre di Gesù, fino al viaggio a Betlemme. Il luogo dell’Annunciazione e dell’Incarnazione di Nostro Signore dove lo stesso Gesù ha vissuto gli anni della sua infanzia e giovinezza.

Una struttura composta da tre pareti in pietra con una porta ed una finestra, quella dell’Annunciazione, che a Nazareth erano addossate ad una grotta scavata nella roccia.

Cinque traslazioni

La storia inizia nel 1291, anno in cui cadde l’ultima roccaforte cristiana in Terra Santa, San Giovanni d’Acri, con la conseguente cacciata dei crociati. Proprio qualche giorno prima della loro definitiva sconfitta, ad opera dei musulmani, la Santa Casa di Nazaret fu staccata dalle sue fondamenta e portata in volo dagli angeli a Tersatto, oggi un quartiere della città di Fiume, in Croazia. Tutto avvenne all’improvviso, la notte tra il 9 e il 10 maggio 1291. La Santa Casa di Maria veniva così provvidenzialmente messa al sicuro dalla minaccia di distruzione per mano turca.

Tersatto

Le prime persone ad accorgersi di quella misteriosa abitazione a Tersatto furono dei boscaioli. Anche il parroco di Tersatto, don Alessandro Giorgevich, venne informato del fatto, ma essendo molto ammalato, non poté muoversi. Gli apparve allora la Madonna che gli confermò essere quella la sua Casa di Nazareth e a sigillo dell’Apparizione, don Alessandro venne improvvisamente guarito dalla sua infermità. Nicolò Frangipane, signore della città, volle accertarsi del fatto e mandò una delegazione in Palestina con l’incarico di constatare se realmente la Santa Casa non esistesse più in Nazareth. La delegazione, tra cui c’era anche don Alessandro, una volta a Nazareth, constatò effettivamente l’assenza della Santa Casa, ove erano rimaste solo le fondamenta, che combaciavano perfettamente con le misure della perimetrazione delle tre Sante Pareti giunte a Tersatto.

Posatora

La Santa Casa rimase a Tersatto tre anni e sette mesi. La notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 attraversò in volo l’Adriatico e toccò per la prima volta il suolo italiano, in un territorio dell’allora Stato Pontificio. Fu lasciata appunto nei pressi di Ancona, in una località chiamata poi – come ancor oggi – “Posatora”, dal latino “posat et ora” (poggiati, fermati e prega).

Fino a Loreto

Circa nove mesi dopo avvenne la terza traslazione documentata, e la casa arrivò nella selva di una signora di nome Loreta, in una località poi detta “Banderuola”, perché i fedeli avevano piazzato una bandiera in cima a un alto pino per aiutare i pellegrini a orientarsi. In quel luogo, a Porto Recanati, sorge ora la bellissima Chiesetta della Banderuola.

La zona fu poi infestata dai briganti e avvenne una quarta traslazione, sul Monte Prodo, su un terreno dei fratelli Rinaldi, e infine nel 1296, fu miracolosamente traslata, per l’ultima volta, dove si trova oggi: gli angeli la posero sulla pubblica strada che da Recanati va al suo porto, costringendo i magistrati a ordinare una deviazione del percorso.

Il Giubileo

In questi giorni Loreto sta vivendo l’anno del GiubileoLauretano, il “dono” che Papa Francesco ha voluto fare a questa piccola città delle Marche che si affaccia sulla costa del Conero, in occasione dei cent’anni della proclamazione, da parte di Papa Benedetto XV, della Beata Vergine Maria di Loreto quale “patrona principale presso Dio di tutti gli aeronauti”. Il miracolo della traslazione della Santa Casa di Nazareth, trasportata in volo dagli angeli a Loreto, aveva infatti ispirato gli aviatori reduci della Prima guerra mondiale, che chiamavano familiarmente “casa volante” i loro velivoli.

Scorcio del lato nord della Santa Casa di Loreto e del rivestimento marmoreo del Sansovino

Nulla è impossibile a Dio

Dietro al mistero della traslazione della Santa Casa si intrecciano storia, archeologia, narrativa, tradizione, ma la nostra fede e i miracoli dichiarati e non che sono avvenuti nel corso dei secoli all’interno di quelle Sante Pareti ci donano una certezza: nella Santa Casa si è realizzato l’avvenimento più umanamente inimmaginabile della storia: l’Incarnazione del Verbo.

Ora, se Dio ha veramente scelto il grembo di una giovane vergine di Nazareth per farsi uomo, tutto diventa possibile; anche che degli angeli, per evitare che la Santa Casa venisse profanata dai musulmani, l’abbiano trasvolata in Italia.

Nessun commento:

Posta un commento