lunedì 31 agosto 2020

Back to school?

 

Il rientro a scuola in tempo di pandemia covid-19

I dubbi e le incertezze delle famiglie sulla riapertura delle scuole

Il 14 Settembre riaprono le scuole. Lo sapevamo tutti da tanto, troppo tempo, ed in questi ultimi tre mesi noi genitori ed insegnanti ne abbiamo sentite di tutti i colori. Inutile ripercorrere il variegato e tragicomico susseguirsi di annunci, proclami e smentite che sono stati letteralmente sputati addosso alle famiglie in questo periodo, ma vale sicuramente la pena soffermarsi su ciò che c’è di certo: il nulla, o poco più.

Se è vero che la scuola è lo specchio della società, la mancanza di certezze su tempi e modi in cui le lezioni riprenderanno stanno lasciando milioni di genitori nell'impossibilità di programmare la vita familiare ed il lavoro.

Vecchie e nuove aule scolastiche in tempo di pandemia covid-19
Le istituzioni hanno avuto sei mesi di tempo per lavorare, pianificare ed assicurare un ritorno a scuola in sicurezza ai nostri figli, e invece ancora si discute su mascherine si, anzi no, trasparenti quelle degli insegnati; misurazione della temperatura a scuola, anzi no a casa; trasporti al 50%, ma visto che poi servono più mezzi allora possiamo usarli anche all’80%; mense; banchi; spazi… il tutto mentre ufficialmente stiamo ancora vivendo una pandemia globale e uno stato d’emergenza a carattere nazionale prorogato fino al 15 ottobre.

Questo virus esiste

Ne sono testimoni le tante, troppe famiglie che hanno pianto i loro cari. Non dimentichiamo quanti hanno visto uscire da casa mogli, mariti, genitori o figli con un’ambulanza e si sono visti restituire una bara chiusa, senza nemmeno la possibilità di dare loro una degna sepoltura con la celebrazione del funerale.

Oggi ci dicono che il virus è diffuso in tutta Italia, certo sembra meno aggressivo, ma complottisti e negazionisti a parte, la gente continua ad ammalarsi, anche vicino a noi. Cosa potrebbe accadere il 14 settembre se il ritorno a scuola alimentasse migliaia di nuovi focolai?

Andrà davvero tutto bene?

C’è più di un sospetto che questa corsa alla riapertura, al ritorno alla normalità a tutti i costi oltre che da esigenze economiche sia dettata da un mero gioco politico: da una parte chi deve per forza dimostrare che tutto è stato fatto per il meglio e che “tutto andrà bene” e dall’altro chi deve gettare fango ad ogni costo sull’avversario politico. Noi cattolici però dovremmo rispondere al Vangelo e non ai partiti, e noi genitori cattolici dovremmo porci seriamente alcune domande.

La bellezza della scuola all'aperto
In coscienza siamo disposti ad essere potenzialmente responsabili di focolai di infezioni nelle classi scolastiche? Siamo pronti a vederci strappare da casa i nostri figli se positivi per essere ricoverati e magari intubati in reparti Covid dove quasi sicuramente non ci sarebbe nemmeno permesso entrare? Era proprio necessario riaprire le scuole senza avere prima organizzato e pianificato tutto al meglio, con migliaia di docenti “fragili” a rischio esonero? Non era meglio, per il momento, aiutare le famiglie con forme di sostegno per proseguire la didattica a distanza magari limitando a un paio di volte a settimana la presenza in classe di piccoli gruppi a rotazione e nel rispetto del controllo anti-covid? Non vi sembra che rimettere in circolazione milioni di nostri figli senza alcuna sicurezza né ragione solo per calcoli politici sia un’inquietante contraddizione?

La vita reale

I bambini socializzano, è la loro indole, è la loro vita. Qualcuno crede davvero che resteranno immobili al loro posto con la mascherina? Immagino già le scene con i ragazzi del liceo che approfittando del banco con le ruote si avvicinano lentamente alla simpatia del momento, o i bambini delle elementari tentati di trasformare la classe in una pista d’autoscontro.

I nostri esperti dovrebbero avere chiaro prima di tutto che la vita reale è lontanissima dalle loro artefatte ricostruzioni pensate all’interno dei loro eleganti uffici studi.

Se il virus è davvero ancora una minaccia, allora non dobbiamo esporre i minori al pericolo

Se invece riavviare le lezioni in presenza è solamente un’operazione di marketing politico, allora noi genitori gridiamo: GIÚ LE MANI DAI NOSTRI FIGLI.

martedì 21 luglio 2020

L’importanza dei limiti

Dio I limiti sono quegli argini entro cui Dio vuole proteggerci e custodirci

Dietro ogni NO che la vita ti dice si nasconde un SI' più grande


Una marca di orologi ha fatto dello slogan No Limits un brand che continua a proporre spot pubblicitari dove uomini e donne sfidano i limiti più estremi.

Viviamo in una società che ha un immenso desiderio di libertà ma non la sta necessariamente cercando nel luogo corretto, tutti con l’ansia di superare i limiti relativi a fama, successo, bellezza o denaro, a cui siamo appunto costantemente chiamati attraverso la pubblicità, i mezzi di comunicazione, le reti sociali, i nostri gruppi di amici, ecc.

Ma tutti gli uomini nel cuore hanno questa tentazione: l’orgoglio di poter vivere senza limiti (confini) pensando che questo darà loro la felicità e il benessere.

“Dipende solo da te” mi ripetevo costantemente qualche anno fa, e continuavo a testa bassa, rischiando di trattare male anche le persone che mi stavano più vicine, fregandomene dei loro bisogni. L’arroganza e la superbia ci illudono di poter controllare tutte le cose.

L'elefante del circo


Ricordate la storia dell’elefante del circo raccontata da Jorge Bucay? Era sempre legato a un piccolo palo, ma non fuggiva mai. La storia era semplice:
L’elefante del circo non fugge perché è legato a un palo simile fin da quando era molto piccolo. Sono certo che all'inizio l’elefantino ha spinto, ha tirato, ha sudato cercando di slegarsi, ma nonostante tutti i suoi sforzi non ci è riuscito. Il palo era sicuramente troppo forte per lui. Giurerei che sia andato a dormire stremato e che il giorno dopo abbia riprovato, e anche quello successivo e quello dopo ancora… Finché un giorno, un giorno terribile per la sua storia, l’animale ha accettato la sua impotenza e si è rassegnato al suo destino. Quell'elefante enorme e potente che vediamo al circo non fugge perché pensa di non poterlo fare”.

Ma io non ero come quell'elefante e anche se ero convinto che qualcuno aveva cercato di delineare i miei limiti molto prima che lo facessi io, ho spezzato quella catena, ho sfidato i limiti, oltrepassato i confini. Ho ceduto alla menzogna presentata dal serpente perché era attendibile, perché attraverso la seduzione e l’ambiguità mi sussurrava una mezza verità, facendo diventare gli argini un’ossessione. Ho ceduto lentamente, passo dopo passo, superando un limite dopo l’altro, oltrepassando un confine dopo l’altro…

No Limits…

Poi però il limite è arrivato e quella mania di grandezza si è sfracellata miseramente sulla realtà del mio essere creatura.

Creatura appunto, non creatore. Creatura, con un corpo limitato, una mente limitata, un tempo, una vita limitati.

Riconoscere i miei limiti, valorizzarli, accoglierli come un punto di partenza, per quanto difficile, per quanto in progress, è stato l’inizio del sentirsi veramente libero.

Il passaggio iniziale è stato riconoscere che quel limite, quel confine arrivava da Dio. Quel NO, arrivava dal Padre. Era Dio che mi stava limitando. Ma dietro quel NO, dietro quella negazione che è pesata sulla mia vita come una sconfitta, si nascondeva un SI' che Dio aveva in serbo per me, un SI' che aspettava solo una mia richiesta, un mio impegno. Quanti SI' nascosti ci sono dietro i NO che riceviamo nella nostra vita. Dio ha per me un progetto più grande di quello che io avevo pensato per me.

Il limite poi mi dà identità e mi relaziona con gli altri

Prendi un foglio di carta e disegna l’Italia. Ora guarda e ti accorgerai di aver disegnato i suoi confini. Non hai disegnato l’Italia, ma per identificarla, hai tracciato i suoi confini. Sono i confini che ne delineano l’identità. Non sono un limite ma l’espressione di una identità unica ed irripetibile.

I miei limiti sono il luogo dove termino io ed inizia l'altro
Photo by Free Photos
I miei limiti sono il luogo dove termino io ed inizia l’altro. Riconoscere i confini del mio agire significa rispettare l’altro, tanto più nel rapporto di coppia, in famiglia.

Quanto il mio modo di agire, di parlare, persino di amare si è modellato con il tempo attorno alla relazione con mia moglie, quanti limiti ci siamo “imposti” come persone e come coppia, quanti confini abbiamo disegnato intorno alla nostra relazione. E quanto importante diventa dunque l’accettazione dei limiti e dei confini per esaltare l’amore. La tenerezza nasce dall'accoglienza di quei confini segnati dai tuoi difetti, da quelli di tuo marito, di tua moglie, dei tuoi figli. E accogliendo, permetti all'altro di essere sé stesso e di sentirsi voluto bene in quel limite, oltre quel limite, nonostante quel limite. Nell'accogliere le rispettive debolezze, ci si ama e ci si custodisce in un clima di amore. Quanto diventa importante capire che i limiti, i confini, a partire da quelli che ci impone il Padre, non sono lì per impedirci di uscire, ma per proteggerci da ciò che c’è fuori.

Adamo ed Eva non erano in grado di gestire la differenza fra Bene e Male, e la loro pretesa di essere onnipotenti come Dio, e quindi eliminare il limite, gli ha solo portato dolore e sofferenza, laddove Dio invece voleva custodirli proprio con quell'argine. Perché è quando accettiamo le nostre nudità e quelle degli altri che la nostra vita può diventare un giardino dell’Eden!

Il mondo si sta muovendo sempre più velocemente verso una società “No Borders”. E non sono solo i confini che dividono le nazioni ad essere sotto attacco, ma anche i confini tradizionali che separano gli adulti dai bambini, gli uomini dalle donne, gli esseri umani dagli animali sono spesso condannati come arbitrari, innaturali e persino ingiusti.

Il mondo ha bisogno di confini


Il mondo ha bisogno di confini, noi abbiamo bisogno di confini, i bambini, i nostri figli hanno bisogno di limiti. E qui entra in gioco il delicato ruolo del genitore. I limiti che dobbiamo imporre con amore e per amore ai nostri figli, saranno fondamentali nel percorso della formazione della loro personalità, li aiuteranno ad abituarsi a confrontarsi, a ribellarsi fin dai primi, fondamentali anni di vita e poi a capire il valore stesso del limite. La tentazione di sentirsi buoni, di lasciar correre qualunque comportamento l'abbiamo provata tutti, ma non contraddire un bambino che fa i capricci per non ferirlo, concedergli tutto pensando di rafforzarlo finisce invece per privarlo di strumenti fondamentali: l’abitudine al confronto, il rispetto degli altri, la capacità di relazionarsi.

“Il limite è un dono d’amore per l’uomo, affinché non perda l’essenza della sua identità di figlio bisognoso d’amore e di relazione”.

martedì 30 giugno 2020

Parental Control - Finalmente una legge contro la pornografia online

Una legge contro la pornografia online


Il 24  Giugno è stato approvato il Decreto Giustizia in cui è stato inserito l'articolo “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio”



Circa cinque anni fa Diane ed io abbiamo partecipato a quello che fu il nostro primo seminario alla Casa della Tenerezza di Don Carlo Rocchetta a Perugia.

Fu un week-end molto importante per la nostra coppia e per la nostra famiglia, abbiamo conosciuto personalmente Don Carlo, e in quel fine settimana è iniziato il processo di discernimento che ci ha portato a decidere di rimanere qui, in questa terra benedetta sotto il manto di Maria.

Il seminario aveva come tema i rischi del digitale per gli adolescenti, ed in realtà non aveva nulla a che vedere con la situazione della nostra famiglia in quel momento, in quanto i nostri due figli all'epoca avevano sette e tre anni. Il modo in cui Roberto e Flavia, una delle stupende coppie della Casa della Tenerezza, hanno esposto l’argomento ci ha appassionato e la protezione dei bambini da tutto ciò che di brutto e inappropriato gira in rete è diventato un chiodo fisso.

La domanda che ho cominciato a ripetere ad amici poliziotti, politici locali e sacerdoti impegnati era: se un minorenne non può comprare alcolici, sigarette o riviste pornografiche, allora perché l’accesso alla pornografia su internet non è regolato? Una domanda che mi bruciava dentro, ma evidente non abbastanza, perché non ho mai trovato il modo di ottenere una risposta, figuriamoci una proposta.

Poi, nell'inverno dell’anno scorso, lo schiaffo, la doccia fredda che arriva quando meno te lo aspetti.

Il maggiore dei miei due figli maschi una sera mi prende da parte e mi chiede di parlarmi, a quattrocchi, senza la mamma. Ci sediamo sul divano e mi metto in ascolto. Aveva incontrato la pornografia grazie ai cellulari dei suoi compagni di scuola, in prima mediaPiangeva, era sconvolto, disorientato, frastornato. Un bambino di 11 anni non è pronto per recepire certe immagini.

L'influenza dei media sulla vita dei ragazzi
A casa nostra si guarda poca TV. Il televisore è in salotto, davanti al divano, non ne abbiamo nelle camere, né in cucina o in sala da pranzo. La TV non è una compagna costante della vita familiare, ma un punto attorno a cui tutta la famiglia si riunisce per guardare insieme un film o un programma, magari anche “soffrire” davanti a una partita di calcio

In questo modo a tavola si parla, si discute, a volte si litiga, ma si comunica, e i contenuti che arrivano dall'esterno e che vengono sparati sul video sono in qualche modo filtrati. La rete internet è protetta da parental control, e tutto sembrava sotto controllo.

Ma il male ti aspetta un passo fuori della porta di casa


Il 24  Giugno è stato approvato con la fiducia in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 305 Sì e 232 No, dopo il voto positivo al Senato, il Decreto Giustizia in cui è stato inserito un articolo che titola “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio” e dice: “I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto”. 

Chiediamoci se è giusto che i bambini spendano tanto tempo davanti agli schermi dei telefoni
L’articolo prosegue: “Questi servizi devono essere gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto”. Questo significa che, secondo la norma, verrà attivato un blocco a qualsiasi contenuto pornografico in automatico su qualunque collegamento Internet. Questa forma di controllo parentale potrà essere disattivata, ma solo su richiesta, da parte dell’utente che ha firmato il contratto. Che dunque dovrà per forza essere un adulto.

Finalmente qualcuno una proposta l’ha fatta ed è anche riuscito a tramutarla in legge


Si chiama Simone Pillon, Senatore, avvocato cassazionista, attivo fin da giovane nel mondo cattolico, ex consigliere nazionale del Forum delle associazioni familiari e tra gli organizzatori del Family Day, un uomo distinto che ho avuto il piacere di conoscere qui a Loreto in occasione di un seminario sull'educazione sessuale nelle scuole.

Mi sono collegato alla sua pagina Facebook, ed ho lasciato un “Grazie a nome di tante famiglie” come commento nel post in cui annunciava l’approvazione definitiva del decreto.

Si è aperto un mondo. Ho iniziato a ricevere messaggi di ogni tipo e da ogni dove. Tutti da uomini, o ragazzi, le donne e le ragazze si sono limitate a faccine con risatine sarcastiche.

Alcuni hanno cercato di spiegarmi che devo smetterla di vivere nel medio evo o nel mondo delle favole, che i sistemi di controllo esistono già e che se non riesco a controllare quello che vedono i miei figli vuol dire che non sono un buon padre.

Altri mi hanno dato dettagliate spiegazioni tecniche sul come secondo loro questa norma sarà facilmente aggirata, altri mi hanno fatto la lista di tutti i vari canali dove è possibile vedere pornografia online inclusi i vari canali Telegram dedicati.

C’è stato chi si è divertito con commenti ironici, chi mi ha insultato, chi ha bestemmiato, chi ha chiaramente dichiarato che la pornografia è l’unico modo per un ragazzo per conoscere la sessualità, chi ha gridato alla censura, chi si dispera perché per poter vedere porno da casa ora dovrà chiedere il permesso ai genitori, chi non sa più come “sfogarsi”, chi pensa che tutto debba essere libero e nulla debba essere vietato…

Nessuno che pensi a difendere i più fragili, i più deboli. Nessuno che abbia saputo spiegare umanamente che fastidio dia loro una legge che di fatto rimette le cose a posto.

La pornografia è vietata ai minori, è un fatto. Così come è vietata la vendita di alcolici e sigarette.


Il consumo bulimico di materiale pornografico crea danni. Questo non lo dico io, ma sono state scritte decine di pubblicazioni scientifiche che provano persino delle modifiche nel cervello e nei percorsi neurali, che portano a chiedere una quantità di materiale hard sempre maggiore per provare piacere, agendo sul cosiddetto “circuito della ricompensa”. 

La pornografia poi crea nei giovani un’immagine della donna “oggetto” che non corrisponde a quella della realtà femminile. E questo in alcuni casi può istigare forme di violenza

Possibile che ci siano ancora ambienti culturali e personaggi pubblici che urlano alla censura quando si parla di mettere paletti e stabilire regole per il bene dei nostri figli?

Accendiamo una luce sulle tenebre della pornografia

Facciamo in modo che questa fiamma accesa nelle tenebre della pornografia resti viva e piano piano riscaldi ed incendi quanti più cuori possibile.

“Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno.”
Rm 13, 12b-13a

venerdì 12 giugno 2020

Quei figli sfruttati sono anche nostri


12 giugno giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile

Il 12 Giugno è la giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile


Detto così verrebbe da pensare: e allora? Siamo nel 2020, stiamo cercando di riprenderci da una pandemia che ha ucciso e sta uccidendo migliaia di persone nel mondo e che sta avendo degli effetti devastanti sull'economia mondiale creando tanti disoccupati e spingendo tante famiglie sulla soglia della povertà e voi mi parlate del lavoro minorile?

Sì perché quei 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni che secondo i dati UNICEF sono coinvolti nel lavoro minorile nel mondo, potrebbero essere nostri figli, nostri nipoti, figli di parenti o di amici. Ragazzini lavoratori nei cantieri, nei mercati, nei bar e ristoranti, nei chioschi e negli autolavaggi. Il lavoro minorile che in Italia è vietato dal 1967, è una piaga mai definitivamente guarita. Un problema di cui nessuno parla, dimenticato dalle istituzioni. Attualmente infatti in Italia, sarebbero circa 340 mila i minori sotto i sedici anni costretti a lavorare, spesso ai limiti dello sfruttamento. Un fenomeno che ha a che fare con il progressivo impoverimento delle famiglie nel nostro Paese, e che adesso, per via di una crisi economica che infuria e uccide sogni e speranze, è in lento e continuo aumento.

È meglio che i figli chiedano a te, piuttosto che tu debba volgere lo sguardo alle loro mani. (Sir 33,22)


Il lavoro minorile è l'anticamera della delinquenza

Un’emergenza che riguarda anche bambini italiani, spesso convinti a lavorare dalle loro stesse famiglie. Sotto gli occhi dei passanti, ma evidentemente invisibili alle istituzioni. La giustificazione da parte dei familiari che li spronano a lavorare è sempre la stessa: imparano un mestiere e portano a casa qualche euro.

Il lavoro minorile in Italia non conosce confini e si dispiega in modo desolante lungo tutto il Paese dalle campagne della Pianura Padana fino ai mercati rionali del Sud creando ragazzi, che abbandonando la scuola si tuffano in un futuro senza avvenire, pronti a diventare potenziale serbatoio per attività criminali. 

Anche se giustificato come fosse un’alternativa alla criminalità, in realtà il lavoro minorile è il più subdolo dei problemi perché è solo l’anticamera della delinquenza: presto questi ragazzi si stancheranno di essere sfruttati per pochi spiccioli e finiranno direttamente fra le braccia di qualche boss.

Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Mt 18,6


#stophumantrafficking fermiamo il traffico di esseri umaniFra i ragazzini intrappolati nel sistema di sfruttamento ed umiliazioni ci sono poi migliaia di minori non accompagnati che arrivano sulle coste italiane e spariscono nel nulla. Sfruttati nel lavoro, costretti a prostituirsi, o mandati per le strade a chiedere elemosina per poter ripagare alle organizzazioni criminali il debito per il viaggio in Italia. Si tratta di somme di denaro che arrivano fino ai 15.000 euro e pur di riscuoterli, i trafficanti non esitano a minacciare i ragazzi e le loro famiglie o ad usarli come “parti di ricambio” nel traffico di organi umani.

Gli ultimi numeri diffusi dal Ministero del Lavoro parlano chiaro: quasi la metà dei minori accolti in strutture d’accoglienza fino al Maggio dello scorso anno, è scappata ed è scomparsa nel nulla. Capire dove siano finiti non è poi così difficile.


Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda. Mt 18,14


E noi? Che cosa possiamo fare?

Papa Francesco ha detto che “i Bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenità!

Il primo passo è sicuramente far cadere quel muro di indifferenza di cui tutti troppo spesso ci circondiamo. Non possiamo continuare a voltare la faccia dall'altra parte quando invece siamo chiamati ad intervenire. 

Mamma, non puoi far finta che sia tutto normale quando vedi un bambino che dovrebbe essere a scuola dietro un banco della frutta al mercato o sulla strada a chiedere l’elemosina. 

Papà, non puoi posare i tuoi occhi sulle foto di bambine usate e sfruttate per il mercato della pornografia.

Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Mt 18,10


Il cambiamento inizia da noi.

sabato 30 maggio 2020

Pentecoste: lo Spirito soffia sulle nostre famiglie


Viviamo la Pentecoste nelle nostre famiglie

Lasciamo che ancora una volta lo Spirito Santo discenda sulle nostre famiglie


Stiamo vivendo una settimana speciale, gli ultimi giorni di Maggio, il mese dedicato a Maria, ed è come se quest’anno la Madonna abbia voluto prenderci per mano e accompagnarci passo passo all'Assunzione di Gesù e alla Pentecoste, il momento in cui giunge a compimento l’opera di salvezza della Santissima Trinità.

Alle origini del mondo la Bibbia ci presenta il Padre creatore. Poi con l’Incarnazione è il Figlio a farsi lui stesso uomo per mostrarci la via per la salvezza e dopo l’Ascensione ecco lo Spirito Santo che con la Pentecoste trasforma i discepoli e li fa passare dalle parole agli Atti.

“Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 
Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 
Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 
e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.” (Atti 2, 1-4)

Lo Spirito Santo scende potentemente sugli apostoli e sulla Madonna riuniti nel cenacolo cinquanta giorni dopo la resurrezione di Gesù. Sono uniti, a ricordarci che lo Spirito scende su tutta la Chiesa, allora come oggi. Scende sulla Chiesa, sposa di Cristo, scende su ognuno di noi, sulle nostre famiglie piccole chiese domestiche e sulle nostre comunità.

Oggi più che mai però, lo Spirito Santo scende su un’umanità smarrita, e ci trova ancora un po’ rinchiusi in noi stessi, impauriti, pieni di domande, in alcuni casi veramente nelle tenebre. Lo Spirito Santo ci trova inermi e incapaci a volte di sostenere il peso della vita e della famiglia.

Vi siete mai sentiti incapaci di rispondere alla chiamata di Dio nella vostra vita e nel vostro matrimonio? A me sinceramente a volte capita. Mi capita di sentirmi incapace di amare veramente la mia sposa, incapace di educare i miei figli, proprio come è successo oggi. Mi capita di sentirmi imperfetto, in difetto, e tutto questo rischia di destabilizzare, me, il mio rapporto con mia moglie e la famiglia.

Potremmo davvero dire che quest’anno la Pentecoste arriva proprio al momento giusto. Usciamo da un periodo di grande stress, stiamo riprendendo a fatica una vita che ancora non ha nulla di normale. Stiamo cercando di rimettere insieme i ritmi e gli equilibri familiari sconvolti da una pandemia che ha cercato di rinchiuderci ancora di più nelle nostre case, nelle nostre vite, nelle nostre solitudini.

Sposi mano nella mano con le fedi ed un mazzo di rose
Ma se in questo periodo siamo riusciti a vivere con pienezza il nostro matrimonio, allora siamo diventati ancora di più una cosa sola in quell'amore che ci ha uniti. Due persone, ma un solo amore.
Un solo amore che genera una terza persona che è l’amore stesso.

I figli sono figli dell’amore prima che di papà e mamma. Il figlio è il noi che diventa carne.

La famiglia può essere tutto questo solo quando ha fatto esperienza della Pentecoste, che ci ricorda che non siamo soli, che siamo una famiglia abitata da Dio, una piccola chiesa domestica che trae la sua forza dalla grande Chiesa, che il nostro matrimonio è abitato da Gesù e che lo Spirito Santo è stato effuso in noi con il sacramento del matrimonio ed è continuamente effuso in noi in ogni gesto d’amore che ci regaliamo a vicenda.

Lasciamo che ancora una volta lo Spirito Santo discenda sulle nostre famiglie come vento di perdono, come fuoco che scalda i nostri cuori, luce che trasforma il nostro buio in luce, la nostra debolezza in fortezza e capacità di accogliere tutti frutti che lo spirito riversa su di noi se solo ci apriamo ed affidiamo la nostra vita a Lui.

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5, 22-23).

Lo Spirito Santo ci dà la consapevolezza di essere ben poca cosa, ma di aver un compagno invincibile che non ci abbandona e che non tradisce mai. Con Lui, con il suo sostegno potremo arrivare alla salvezza. Lo Spirito Santo è dono che ci permette di farci a nostra volta dono.

Lo Spirito Santo prende le nostre vite, le nostre anime, le nostre lingue, la mia e quella della mia sposa. Due lingue diverse, a volte incomprensibili per l’uno e per l’altra. Lo Spirito Santo prende queste nostre vite, queste nostre lingue e le trasforma nell'unica lingua dell’amore che è dono di sé e accoglienza dell’altro/a.

Cari sposi in Cristo, invocate lo Spirito Santo insieme perché la Pentecoste di quest’anno sia la Pentecoste della vostra coppia, della vostra famiglia.

Bastano una preghiera, o anche un canto, uno dei tani proposti dal Rinnovamento:


Le ali e il fuoco dello Spirito Santo
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.