sabato 30 maggio 2020

Pentecoste: lo Spirito soffia sulle nostre famiglie


Viviamo la Pentecoste nelle nostre famiglie

Lasciamo che ancora una volta lo Spirito Santo discenda sulle nostre famiglie


Stiamo vivendo una settimana speciale, gli ultimi giorni di Maggio, il mese dedicato a Maria, ed è come se quest’anno la Madonna abbia voluto prenderci per mano e accompagnarci passo passo all'Assunzione di Gesù e alla Pentecoste, il momento in cui giunge a compimento l’opera di salvezza della Santissima Trinità.

Alle origini del mondo la Bibbia ci presenta il Padre creatore. Poi con l’Incarnazione è il Figlio a farsi lui stesso uomo per mostrarci la via per la salvezza e dopo l’Ascensione ecco lo Spirito Santo che con la Pentecoste trasforma i discepoli e li fa passare dalle parole agli Atti.

“Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 
Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 
Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 
e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.” (Atti 2, 1-4)

Lo Spirito Santo scende potentemente sugli apostoli e sulla Madonna riuniti nel cenacolo cinquanta giorni dopo la resurrezione di Gesù. Sono uniti, a ricordarci che lo Spirito scende su tutta la Chiesa, allora come oggi. Scende sulla Chiesa, sposa di Cristo, scende su ognuno di noi, sulle nostre famiglie piccole chiese domestiche e sulle nostre comunità.

Oggi più che mai però, lo Spirito Santo scende su un’umanità smarrita, e ci trova ancora un po’ rinchiusi in noi stessi, impauriti, pieni di domande, in alcuni casi veramente nelle tenebre. Lo Spirito Santo ci trova inermi e incapaci a volte di sostenere il peso della vita e della famiglia.

Vi siete mai sentiti incapaci di rispondere alla chiamata di Dio nella vostra vita e nel vostro matrimonio? A me sinceramente a volte capita. Mi capita di sentirmi incapace di amare veramente la mia sposa, incapace di educare i miei figli, proprio come è successo oggi. Mi capita di sentirmi imperfetto, in difetto, e tutto questo rischia di destabilizzare, me, il mio rapporto con mia moglie e la famiglia.

Potremmo davvero dire che quest’anno la Pentecoste arriva proprio al momento giusto. Usciamo da un periodo di grande stress, stiamo riprendendo a fatica una vita che ancora non ha nulla di normale. Stiamo cercando di rimettere insieme i ritmi e gli equilibri familiari sconvolti da una pandemia che ha cercato di rinchiuderci ancora di più nelle nostre case, nelle nostre vite, nelle nostre solitudini.

Sposi mano nella mano con le fedi ed un mazzo di rose
Ma se in questo periodo siamo riusciti a vivere con pienezza il nostro matrimonio, allora siamo diventati ancora di più una cosa sola in quell'amore che ci ha uniti. Due persone, ma un solo amore.
Un solo amore che genera una terza persona che è l’amore stesso.

I figli sono figli dell’amore prima che di papà e mamma. Il figlio è il noi che diventa carne.

La famiglia può essere tutto questo solo quando ha fatto esperienza della Pentecoste, che ci ricorda che non siamo soli, che siamo una famiglia abitata da Dio, una piccola chiesa domestica che trae la sua forza dalla grande Chiesa, che il nostro matrimonio è abitato da Gesù e che lo Spirito Santo è stato effuso in noi con il sacramento del matrimonio ed è continuamente effuso in noi in ogni gesto d’amore che ci regaliamo a vicenda.

Lasciamo che ancora una volta lo Spirito Santo discenda sulle nostre famiglie come vento di perdono, come fuoco che scalda i nostri cuori, luce che trasforma il nostro buio in luce, la nostra debolezza in fortezza e capacità di accogliere tutti frutti che lo spirito riversa su di noi se solo ci apriamo ed affidiamo la nostra vita a Lui.

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5, 22-23).

Lo Spirito Santo ci dà la consapevolezza di essere ben poca cosa, ma di aver un compagno invincibile che non ci abbandona e che non tradisce mai. Con Lui, con il suo sostegno potremo arrivare alla salvezza. Lo Spirito Santo è dono che ci permette di farci a nostra volta dono.

Lo Spirito Santo prende le nostre vite, le nostre anime, le nostre lingue, la mia e quella della mia sposa. Due lingue diverse, a volte incomprensibili per l’uno e per l’altra. Lo Spirito Santo prende queste nostre vite, queste nostre lingue e le trasforma nell'unica lingua dell’amore che è dono di sé e accoglienza dell’altro/a.

Cari sposi in Cristo, invocate lo Spirito Santo insieme perché la Pentecoste di quest’anno sia la Pentecoste della vostra coppia, della vostra famiglia.

Bastano una preghiera, o anche un canto, uno dei tani proposti dal Rinnovamento:


Le ali e il fuoco dello Spirito Santo
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

giovedì 7 maggio 2020

La sfida di Maggio, pregare il Rosario in famiglia

Maggio è il mese dedicato al santo Rosario


Quale momento migliore del Mese di Maggio per acquisire l’abitudine a pregare il Rosario in famiglia con i propri bambini?


Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica Maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».

Papa Francesco, nella sua lettera ai fedeli del 25 Aprile scorso, ricorda che “è tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia, in una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.” E così ci ha invitato a riscoprire la bellezza di pregare il Rosario nelle case, in famiglia, con semplicità, offrendoci anche i testi di due preghiere alla Madonna da recitare al termine del Rosario; preghiere che lui stesso reciterà in comunione spirituale con tutti noi.

Sembrerebbe una missione impossibile: pregare il Rosario a casa, e magari anche con i figli…

E invece possiamo testimoniarvi che questa bella abitudine può diventare una realtà. La parte più difficile, come per tutte le “conversioni spirituali” è l’inizio, ma con l’aiuto di qualche piccolo stratagemma, potrete scoprire la bellezza e l’intimità di questa preghiera, soprattutto quando recitata con i figli, e vi sorprenderete quando poi saranno loro, proprio i più piccoli a guardarvi negli occhi la sera e a chiedervi: “Mamma, ma questa sera non recitiamo il Rosario prima di dormire?”

Per noi è stato forse più facile, perché abbiamo recitato il Rosario insieme praticamente da sempre, tutte le sere, ed anche nei periodi in cui il lavoro ci ha tenuti lontani, quella preghiera recitata prima di dormire, ci teneva uniti e ci riempiva di grazie. Così quando sono arrivati i bambini, si sono naturalmente inseriti in questo rito familiare di affidare noi stessi e le persone che amiamo a Mamma Maria al termine della giornata.

Ma se i figli non ne vogliono sapere? Se la preghiera in famiglia non è mai andata oltre la benedizione dei pasti?

Beh, allora quale miglior occasione del mese di Maggio per provare ad acquisire questa bella abitudine di pregare il Rosario in famiglia con i bambini?

Sfida accettata? Allora partiamo con tre semplici passi!

1. Fatelo diventare un’abitudine

Certo, la nostra vita può essere veramente molto indaffarata e trovare il tempo di organizzare un Rosario famigliare non è semplice, ma il Signore saprà ripagarci dei nostri sforzi! Quindi, per prima cosa decidete insieme il ritmo, i giorni e gli orari che siano stabili, e… iniziate!

2. Trovate il luogo ideale

Per noi il luogo ideale è diventato la camera dei bimbi. Si mettono il pigiama, si lavano i dentini, si siedono sui loro letti, e sono pronti per il Rosario.

È comunque importante sistemarsi in un luogo dove i bambini non abbiano molte distrazioni, in modo da riuscire a mantenerli concentrati sulla preghiera.

Un rosario da stampare e far colorare ai vostri bambini3. Coinvolgete i bambini

Trovate il modo di renderli partecipi e parte attiva del Rosario. La preghiera non va mai confusa con il gioco, ma la modalità gioco può aiutarli a restare in preghiera. Coinvolgeteli in modo attivo, magari creando un rosario disegnato come questo, dove dentro ogni grano potete scrivere il nome di una persona per cui volete pregare. In questo modo ogni sera con i vostri bimbi reciterete un’Ave Maria dedicata a qualcuno che conoscete e poi i bimbi possono colorare i grani o incollarci sopra un tappo…

Andando avanti con l’esperienza potrete anche chiedere loro di guidare una decina del Rosario, o di leggere il testo evangelico del mistero da contemplare.

Recitare il Rosario in famiglia significa “contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre” e questo ci renderà ancora più uniti come famiglia e ci aiuterà a superare ogni prova.