giovedì 19 novembre 2020

Egli separerà gli uni dagli altri

 

Commento al Vangelo per bambini e ragazzi Mt. 25, 31-46 22 Novembre 2020

La Parola

Mt 25,31-46

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?.

E il re risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?. Allora egli risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

La disperazione nei bambini 

Il Commento

Il papà di Roberta tornò a casa con delle brutte notizie quella sera. Il ristorante dove lavorava non poteva stare più aperto, la loro regione era diventata rossa, e il proprietario aveva deciso di chiudere definitivamente perché non riusciva più a pagare i suoi dipendenti. Roberta sentì il mondo crollarle addosso. Ora senza soldi come sarebbero andati avanti?

Da quando sua madre morì, la vita era stata dura per Roberta e suo padre. Vivevano insieme in un piccolo appartamento con pochi mobili. Vivevano con poco, senza permettersi vacanze o vestiti alla moda. A volte i soldi non bastavano neppure per comprare un gelato.

"Cosa ci succederà?" Chiese Roberta al padre.

"Non lo so" rispose suo padre. "Ma so che ci sono persone che hanno molto meno di noi".

"Cosa vuoi dire, papà?" chiese Roberta.

"Pensa alla signora Teresa qui accanto", le disse suo padre. "Hai visto quanto poche cose ha. Sai quanto è sola."

Roberta pensò alla donna anziana che viveva nell’appartamento accanto al loro. Una volta alla settimana, le portava del pane e un po’ di frutta. Restava con lei per un’oretta a discutere di tutto. Del tempo, delle altre persone che vivevano nel condominio, delle passeggiate giornaliere che faceva la signora, della scuola, e di molte altre cose. Roberta passava quel tempo con la signora Teresa molto volentieri, pensava a lei come a una nonna.

"Roberta, se Dio si prende cura della signora Teresa," le disse suo padre, "si prenderà certamente cura di noi".

Quella frase rassicurò Roberta. Abbracciò suo padre e gli sussurrò: "Ti voglio bene. Ce la faremo."

Chi pratica il dono non si impoverisce mai

L'Impegno

Dio ci chiede di condividere anche il poco che abbiamo con gli altri, proprio come Roberta. Se lo faremo, saremo come le pecore del vangelo. Il Signore ci chiamerà a stare alla sua destra. E vivremo il paradiso con lui per sempre.

In questo periodo di pandemia, con tante persone che stanno male, che hanno perso il lavoro, con le festività in arrivo, cosa possiamo condividere con chi ha bisogno? Come possiamo dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, accogliere chi è straniero, vestire chi è nudo, visitare chi è malato o chi è in carcere? Basta un piccolo gesto verso chi ha bisogno, una rinuncia, una parola di conforto. Ogni volta che lo faremo sarà come averlo fatto a Gesù.

Chi pratica il dono non si impoverisce mai.

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