martedì 26 gennaio 2021

Sta cercando te

Il Signore chiama i primi Apostoli sul mare di Galilea

Il Signore viene a cercarti nel tuo quotidiano, nella tua famiglia

Il Vangelo di ieri ci ha presentato una delle immagini più forti dell’inizio della vita pubblica di Gesù: la chiamata dei primi discepoli.

“Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori”. Mc. 1,16

Quel giorno Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni erano usciti di casa come ogni altro giorno per andare al lavoro. Erano sulle loro barche, con i loro aiutanti, con loro padre; alcuni a pescare, altri a riparare le reti. Una giornata come tante altre, una routine che viene trasformata da un incontro inaspettato.

C’è un uomo che cammina sulle sponde del mare di Galilea, un uomo con degli occhi profondi che ferma il suo sguardo su di loro, e cambia le loro vite. Per sempre. “Gesù disse loro «Venite dietro a me».

Non erano in una sinagoga, non stavano facendo un pellegrinaggio. Erano sulle loro barche a lavorare. E lì incontrarono il Signore.

È Gesù che va loro incontro. È Lui che si muove, che si fa uomo e che da uomo cammina in mezzo agli uomini e li incontra. Simone, Andrea, Giovanni e Giacomo non devono fare altro che riconoscerlo.

Dio ha chiamato Mosè e Davide mentre pascolavano il gregge, Dio ha chiamato Saul mentre andava a cercare le asine del padre, Dio ha chiamato Maria mentre era intenta a svolgere le sue faccende domestiche.

“Gesù viene a cercarti là dove sei”

Mentre ascoltavo l’omelia di padre Franco, rettore della basilica di Loreto ieri, questa sua frase mi ha di colpo proiettato nella mia famiglia, a casa, fra le mura domestiche, con mia moglie e i miei figli. Gesù viene nella mia vita là dove io sono. E dove sta un padre di famiglia, una madre, con il cuore e con l’anima, anche quando è in macchina, in fabbrica, con indosso un camice a curare pazienti, in una riunione con i clienti, o in qualunque attività si trovi a svolgere? Dove sei tu? Dove è la tua vita? Dove viene a cercarti il Signore, dove vuole incontrarti?  

In famiglia. Fra le braccia del tuo coniuge, nei suoi occhi, nelle sue debolezze, nel sorriso dei tuoi figli, nei loro capricci, nei loro abbracci, nelle loro lacrime. È lì che il Signore viene a cercarmi, è lì che posso incontrarlo. Nell’ordinario della mia vita, perché con Lui ogni momento ordinario diventa straordinario. Non devo uscire, non devo mettermi alla ricerca, non devo abbandonare il mio ruolo, la mia vita per cercarlo. Devo solo lasciarmi trovare là dove sono.

Quando la disperazione rischia di far naufragare un matrimonio

“Ma io sto vivendo una situazione familiare difficile, non vedo soluzioni, non c’è più amore, non c’è più niente… Sono diventato insofferente, sto per mollare tutto e andarmene… Come può il Signore essere in questo disastro che è la mia vita? Non c’è più posto per me qui, figuriamoci per lui…”

Gli stessi pensieri di Simon Pietro. Aveva faticato tutta la notte, e non aveva preso nulla. (Lc. 5,5) Era stanco, disperato, non aveva nulla da mangiare né da vendere, non aveva niente. Aveva accettato che il Maestro salisse sulla sua barca senza nemmeno sapere chi fosse, ed ora si sentiva dire di gettare di nuovo le reti. Perché? A che scopo? Non c’è più niente da fare! Aveva mollato, stava per tornarsene a casa a mani vuote, con il fallimento nel cuore. Ma lo sguardo di quell’uomo incrociò i suoi occhi.

“Sulla tua parola getterò le reti”

E la barca si riempì di pesce, così tanto che la barca non riusciva a contenerlo!

Getta le reti della tua famiglia sulla parola del Signore. Fidati. Apri gli occhi e lascia che incrocino il suo sguardo. E il tuo matrimonio, la tua famiglia si riempiranno di benedizioni.

Il Signore ha già fatto il primo passo, sta passeggiando sulle sponde del mare della tua vita e ti osserva. Osserva con amore la tua routine, anche quando ti sembra essere diventata una ripetizione ordinaria di azioni senza più un senso. Alzarsi, lavorare, cucinare, mangiare, dormire, ricominciare. Tutti i giorni uguale a sé stessa, o quasi. Una vita ordinaria, appunto, che il Signore viene a trasformare in qualcosa di straordinario.

Anche per i primi apostoli la vita era così, una routine forse a volte anche noiosa. Ma quell’incontro con Gesù cambiò tutto. Lasciarono tutto e lo seguirono, all’istante. Perché? Cosa fece, cosa disse Gesù di così fulminante da far sì che decidessero di lasciare tutto e seguirlo? Gesù diede loro un sogno. Quegli apostoli riconobbero in Lui il Messia, colui che avrebbe cambiato le loro vite, Il Signore che avrebbe reso il mondo un luogo in cui vivere felici, che avrebbe reso la vita straordinaria.

Il sogno di una vita

Se avrai avuto voglia di leggere questo articolo fino a qui, quando staccherai gli occhi dallo schermo, per prima cosa cerca il volto di tua moglie, di tuo marito, cerca gli occhi dei tuoi figli. Il Signore ti ha già regalato il sogno più bello che tu potessi mai immaginare: la tua coppia, la tua famiglia. Magari si è un po’ spento con nel corso degli anni, forse qualche nottata è assomigliata più ad un incubo che ad un sogno, ma oggi il Signore vuole incontrare di nuovo il tuo sguardo con gli occhi di chi hai vicino a te. Oggi Gesù vuole trasformare l’ordinarietà della tua vita in qualcosa di straordinario. Getta le reti sulla sua parola. Fidati di Lui. Ritorna ad amare il tuo coniuge con lo stesso amore con cui avete iniziato a costruire la vostra vita insieme. Gesù ha fatto il primo passo verso di te. Ora fai tu il primo passo verso tua moglie, fai il primo passo verso tuo marito.

 

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