Di Paolo & Diane su Venerdì, 04 Giugno 2021
Categoria: A piccoli passi

Corpus Domini

La Parola

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 14,12-16.22-26

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore 

Il Commento

Oggi vorremmo raccontarvi una storia che probabilmente avrete già ascoltato, una storia che contiene un segreto, la favola dello Spaventapasseri

Una giorno un cardellino fu ferito a un'ala da un cacciatore. Per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava per terra. Poi, terribile e gelido, arrivò l'inverno.

Un freddo mattino, cercando qualcosa da mettere nel becco, il cardellino si posò su uno spaventapasseri. Era uno spaventapasseri molto distinto ed era amico di tutti gli uccelli che giravano nei paraggi. Aveva il corpo di paglia ed era vestito con un vecchio abito da cerimonia; la testa era una grossa zucca arancione; i denti erano fatti con granelli di mais; per naso aveva una carota e due noci per occhi.

Che ti capita, cardellino? Chiese lo spaventapasseri, gentile come sempre.

"Va male - sospirò il cardellino - il freddo mi sta uccidendo e non ho un rifugio. Per non parlare del cibo! Penso che non rivedrò la primavera".

"Non aver paura!" - disse lo spaventapasseri - "Rifugiati qui sotto la giacca. La mia paglia è asciutta e calda".

Così il cardellino trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. Restava il problema del cibo. Era sempre più difficile per il cardellino trovare bacche o semi. Un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina, lo spaventapasseri disse dolcemente al cardellino:

"Cardellino, mangia i miei denti: sono ottimi granelli di mais".

"Ma tu resterai senza bocca!" disse il cardellino.

"Sembrerò molto più saggio!" rispose.

Lo spaventapasseri rimase senza bocca, ma era contento che il suo piccolo amico vivesse. E gli sorrideva con gli occhi di noce. Dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota.

"Mangialo, è ricco di vitamine", diceva lo spaventapasseri al cardellino.

Toccò poi alle noci che servivano da occhi. "Mi basteranno i tuoi racconti", diceva lui.

Infine lo spaventapasseri offrì al cardellino anche la zucca che gli faceva da testa.

Quando arrivò la primavera, lo spaventapasseri non c'era più. Ma il cardellino era vivo e spiccò il volo nel cielo azzurro.

Lo spaventapasseri ha amato così tanto da dare la sua vita per il cardellino... è una favola inventata da un signore che si chiama Bruno Ferrero, ma che ci fa capire fino a che punto può arrivare l'amore.

Fino a che punto è arrivato l'amore di Gesù per noi? Fino al punto da morire in croce per farci spiccare il volo, per darci la possibilità di vivere per sempre con lui.

Oggi festeggiamo la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, una solennità che ci fa tornare un po' indietro dal punto di vista cronologico…

Infatti, dopo aver celebrato l'Ascensione del Signore, il dono della discesa dello Spirito Santo con la Pentecoste, e la solennità della Santissima Trinità, il Vangelo di oggi, ci riporta a quando Gesù era ancora in terra prima della sua passione, morte e risurrezione, ci riporta all'Ultima Cena, al Giovedì Santo, al momento in cui il Signore anticipa il dono della sua vita offrendosi ai suoi apostoli come pane e vino.

Noi siamo talmente abituati a sentir parlare dell'Eucaristia che quasi ci sembra una cosa normale, eppure il pane portato all'altare, anche se ha l'aspetto, il gusto, la forma di pane, è trasformato dallo Spirito Santo nel Corpo di Cristo, e in ogni Eucaristia si rinnova il sacrificio di Gesù: in ogni Eucaristia, cioè, Gesù muore e risorge per noi. Ogni volta che celebriamo l'Eucaristia, Gesù è fra noi, risorto, vivo. Non è "come se ci fosse". Lui c'è, è presente in noi, è presente in mezzo a noi.

Quando mangiamo il cibo comune, il nostro organismo lo trasforma in proteine, vitamine, energia, nutrimento per il nostro corpo. Ogni volta che "mangiamo" quella particola, quel piccolo pezzetto di pane, Gesù è vivo in carne ed ossa dentro di noi: non è un simbolo, è una presenza vera e reale, è Lui che trasforma noi, che trasforma la nostra vita. Ci trasforma in Lui, ci aiuta a diventare come Lui, a pensare come Lui, ad amare come Lui. 

L'Impegno

Alcuni di voi riceveranno Gesù Eucaristia per la prima volta proprio in questo bellissimo giorno. Allora, quando il sacerdote pronuncerà la preghiera di consacrazione, che trasforma il pane ed il vino in Corpo e Sangue di Gesù, tenete i vostri occhi e il vostro cuore puntati là, sull'altare dove si compie il sacrificio più grande di tutta la storia: Cristo che dà la vita per amore.

E, dopo aver fatto la comunione, una volta ritornati al vostro posto, approfittate di quei momenti così belli in cui Gesù vi parla. Non lo sentirete con le orecchie, ma lo sentirete con il vostro cuore.

Con la comunione Gesù viene a vivere dentro di voi. Non abbiate paura, quindi, ed ogni volta che vi trovate davanti a situazioni difficili o a decisioni da prendere, in ogni azione della giornata, fatevi questa domanda: "Cosa farebbe Gesù, ora, al posto mio?".

Se lo ascolterete nel segreto del vostro cuore, piano piano la vostra vita cambierà, sarà orientata verso il bene e il bello, sarà una vita in piena comunione con Lui.

Buona domenica e buon incontro con Gesù. 

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