Una breve riflessione per il cammino di coppia, ispirata dal Vangelo della Processione della Domenica delle Palme - Anno A
Mt 21, 1 - 11 - Benedetto colui che viene nel nome del Signore
Nel tempo dell'innamoramento,
quando l'amore muove i suoi primi passi,
il cuore si accende con facilità:
tutto sembra bello, leggero, luminoso.
Ci si cerca, ci si desidera,
ci si promette un bene grande,
e si pensa che la forza di quel sentimento
basterà a sostenere tutto.
Anche la folla accoglie Gesù così:
sventolando rami di palma,
gridando parole di festa,
con l'emozione di un amore che esulta.
Ma il Vangelo di oggi ci invita ad andare più in profondità:
l'amore non può vivere solo di ciò che sente,
perché le emozioni cambiano,
si affievoliscono,
attraversano il silenzio e la prova.
Nella coppia, il rischio è credere
che quando non si prova più la stessa intensità di prima,
allora si sia spento anche l'amore.
Ma non è così.
L'amore vero comincia a maturare
proprio quando non si regge più soltanto sull'entusiasmo,
e impara invece a vegliare,
a custodire,
a restare.
La Domenica delle Palme ci ricorda
che l'amore sponsale è chiamato a crescere:
dalla gioia immediata alla fedeltà,
dallo slancio alla scelta,
dal desiderio di essere amati
alla capacità di amare davvero.
E forse, per una coppia, seguire Gesù che entra in Gerusalemme
significa proprio questo:
lasciarsi portare oltre una fede e un amore "di superficie",
per imparare un legame più saldo,
più umile,
più vero.
Un amore che non si arrende alla delusione,
non si addormenta nell'abitudine,
ma veglia e prega,
ricomincia e si affida.
non è quello che non conosce prove,
ma quello che, attraversandole,
si rinnova, giorno dopo giorno,
passo dopo passo.
Buon Cammino