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mercoledì 28 aprile 2021

Il Rosario a Maggio da 30 Santuari del mondo

La preghiera del Rosario in famiglia

Il mondo invocherà Maria durante tutto il prossimo mese di maggio con il rosario quotidiano 


Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio”. Questo è il tema scelto da Papa Francesco per la maratona di preghiera per invocare la fine della pandemia che coinvolgerà in modo speciale 30 Santuari del mondo con la recita del Rosario durante tutto il mese di maggio. Un atto di affidamento a Maria, la madre che Gesù ci ha regalato dalla croce affinché non fossimo mai soli, colei che alle nozze di Cana era attenta ai bisogni degli sposi e che continua a stare attenta a noi anche oggi. Soprattutto nei momenti difficili. Il Santo Padre ci invita a rivolgerci a Maria, perché accolga questa domanda come una madre che sa ciò di cui noi abbiamo bisogno, e interceda presso Dio per il suo popolo. 


Il Rosario sarà recitato ogni giorno alle 18.00 e trasmesso in diretta sui canali ufficiali della Santa Sede. Papa Francesco aprirà personalmente la preghiera primo maggio e la concluderà il 31 maggio. 


Il Rosario il 9 Maggio a Loreto


Fra i santuari scelti dal Santo Padre per questa iniziativa c'è anche il Santuario della Santa Casa di Loreto, che ospiterà la preghiera Domenica 9 Maggio. Come disse il nostro Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin lo scorso anno in occasione della recita del santo Rosario il 30 Maggio in collegamento con il Papa e con molti altri santuari del mondo, "continuare questa preghiera anche dalla Santa Casa è un grande messaggio, perché la Casa di Maria è la casa di tutti i figli di Dio, è la casa di tutta l'umanità; è la casa aperta a tutti i popoli e credo che proprio in questo momento, che avvertiamo che da soli non possiamo realizzare il bene ma dobbiamo essere uniti con gli altri, questo grande messaggio di unità ci aiuta tutti, ci apre tutti ad essere un cuor solo e un'anima sola." 


Santuario Santa Casa

Nessuno si salva da solo


Sono trascorsi dodici mesi, ma queste parole dell'Arcivescovo di Loreto sono più che mai attuali. In questo lungo periodo di pandemia abbiamo forse finalmente capito che nessuno si salva da solo, che abbiamo bisogno di agire, pensare e pregare in unità. Abbiamo bisogno di riscoprire il valore della comunione, della comunità, ripartendo proprio dalle quelle più piccole, dalle nostre famiglie, luoghi dove siamo tornati, a volte anche forzatamente, a vivere e a condividere. Non è stato facile, non ci eravamo più abituati. Abbiamo dovuto toglierci le maschere e farle togliere a chi ci stava accanto, e a volte quello che abbiamo trovato non ci è piaciuto. ma se ci crede davvero, la famiglia ha in sé la forza per ripartire, per ricominciare. Lo Spirito Santo effuso sugli sposi nel giorno delle nozze, è quella forza d'amore che se pregato ed invocato ci aiuta a vincere il mondo. 


Lasciamoci allora coinvolgere dallo Spirito Santo in questa iniziativa, e prendiamoci questo tempo. Si tratta di trovare meno di mezzora al giorno, per unirci alla Chiesa che prega, per invocare la fine di questa pandemia che sta uccidendo il corpo e l'anima, che sta annientando comunione e comunità, che ci sta isolando nel nostro piccolo mondo. Dovunque tu sia, da sabato primo maggio, alle 18.00 fermati, se puoi prendi in mano una corona del Rosario e prega. Prega con tutta la chiesa, ma soprattutto prega con chi ti sta accanto, con il tuo coniuge, con i tuoi figli, con i tuoi genitori, con i tuoi amici, con i tuoi colleghi. 


Maggio mese del Rosario

Pregare il rosario in famiglia


Se ti sembra una sfida, accettala. Porta la potenza della preghiera del Rosario nella tua famiglia, magari a piccoli passi, magari in punta di piedi. Recitare il rosario in famiglia significa meditare e rivivere l'amore di Maria, nostra madre per Gesù, e questo ci renderà ancora più uniti e ci aiuterà a superare ogni prova. 






mercoledì 24 marzo 2021

Rallegrati, piena di grazia!

25 Marzo solennità dell'Annunciazione di nostro Signore

In questo giorno di festa queste parole risuonano ancora all’interno della Santa Casa

Papa Francesco due anni fa, scelse proprio il 25 Marzo, il giorno della solennità dell’Annunciazione del Signore per compiere la sua prima visita da pellegrino a Loreto.

Noi che abbiamo avuto la grazia di essere presenti, abbiamo fisse nella mente quelle immagini, scolpite nel cuore le sue parole.

Le parole dell’angelo Gabriele a Maria: «Rallegrati, piena di grazia» (Lc 1,28), risuonano in modo singolare in questo Santuario, luogo privilegiato per contemplare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Qui, infatti, sono custodite le mura che, secondo la tradizione, provengono da Nazaret, dove la Vergine Santa pronunciò il suo “sì”, diventando la madre di Gesù. Da quando quella che è denominata la “casa di Maria” è diventata presenza venerata e amata su questo colle, la Madre di Dio non cessa di ottenere benefici spirituali in coloro che, con fede e devozione, vengono qui a sostare in preghiera. Tra questi oggi mi metto anch’io, e ringrazio Dio che me lo ha concesso proprio nella festa dell’Annunciazione.”

Papa Francesco prega nella Santa Casa a Loreto

Il momento decisivo

Il brano del Vangelo di Luca che ascoltiamo oggi, ci racconta il momento decisivo della storia, quello per così dire più rivoluzionario”, come lo ha definito il Pontefice. È il momento in cui tutto cambia, in cui la storia si capovolge e Dio si abbassa”, decide di entrare nella storia dell’uomo, con il suo stile, con il suo immenso amore. Dio ci ama così tanto da abbassarsi al nostro livello, ci sorprende e ci sconvolge. Ci conferma ancora una volta che per compiere meraviglie nella nostra vita, per portarci la salvezza, ha comunque bisogno del nostro sì. Così come in quel villaggio sperduto 2021 anni fa, ebbe bisogno del sì di Maria. Il sì, che cambiò la storia dell’umanità.

Parola per parola

Proviamo a rileggere il brano del Vangelo di Luca e soffermiamoci a pensare parola per parola, a cosa è successo quel giorno a una ragazza sedicenne, in un villaggio della Galilea che forse nessuno neppure conosceva.

Papa Francesco a Loreto, volle individuare nel racconto tre momenti essenziali che evidenziano la dinamica della vocazione.

L’ascolto

Il primo momento è quello dell’ascolto, manifestato da quelle parole dell’angelo: «Non temere Maria, […] concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù» (vv. 30-31). È sempre Dio che prende l’iniziativa. Lui ci precede, Lui si fa strada nella nostra vita, ci chiama per offrirci in dono il suo amore, per mostrarci il suo disegno sulla nostra vita personale e sociale. A noi è richiesto solo di essere pronti e disponibili ad ascoltare e accogliere la voce di Dio, che però non si riconosce nel frastuono della nostra società e nell’agitazione in cui troppo spesso viviamo la quotidianità. La giovane Maria, nel segreto della sua camera, faceva spazio all’ascolto di Dio con la preghiera.

Il discernimento

Il secondo momento è il discernimento, espresso nelle parole di Maria: «Come avverrà questo?» (v. 34). Maria non dubita; la sua domanda non esprime una mancanza di fede, ma il suo desiderio di scoprire le “sorprese” di Dio. Maria è attenta a cercare di capire il progetto di Dio sulla sua vita, a conoscerlo in tutte le sue sfaccettature, in modo da rendere più responsabile e più completa la propria collaborazione. Se vogliamo collaborare all’opera di Dio, dobbiamo avere l’atteggiamento del discepolo: mettere a disposizione la nostra povertà e la nostra piccolezza con umiltà e con la consapevolezza che sarà Lui a trasformare tutto in ricchezza e abbondanza.

La decisione

Il terzo passaggio è poi la decisione, ed è esplicitato dalla risposta di Maria all’angelo: «Avvenga per me secondo la tua parola» (v. 38). “Il suo “sì” al progetto di salvezza di Dio, attuato per mezzo dell’Incarnazione, è la consegna a Lui di tutta la propria vita. È il “sì” della fiducia piena e della disponibilità totale alla volontà di Dio” (Papa Francesco). Maria è il modello di ogni cristiano, la sua risposta alla chiamata di Dio è l’esempio che deve ispirare ognuno di noi nel rispondere alla chiamata alla propria vocazione.

Già perché rispondere alla vocazione non significa solamente entrare in seminario o in un monastero, ma saper rispondere al progetto d’amore che Dio ha per noi, per la nostra vita. Significa donarsi completamente in tutto ciò che si è chiamati a vivere quotidianamente facendo della nostra vita una testimonianza d’amore, portando Gesù là dove siamo, proprio come fece Maria. Nel nostro matrimonio, nella nostra famiglia, nei luoghi di lavoro, a scuola, nel nostro impegno sociale o politico, nell’arte, dovunque siamo chiamati a operare con i doni che lo Spirito Santo ci ha elargito.

Le pareti della Santa Casa di Nazareth a Loreto

Famiglia sogno di Dio

E per noi è stato proprio così: nel momento in cui ci siamo veramente messi all’ascolto di quello che il Signore suggeriva ai nostri cuori, abbiamo capito che nonostante le nostre fragilità, il nostro passato, la nostra miseria, Lui ci stava chiamando come coppia a mettere a frutto la nostra vocazione, e che il fatto che ci avesse ripescato dalle acque in burrasca in cui eravamo naufragati e ci avesse portato a Loreto, a due passi dal Santuario che custodisce la Santa Casa dell’Incarnazione non era affatto un caso, ma parte del suo grande progetto d’amore per noi.

Nella casa di Nazareth, Maria ha vissuto come figlia, fidanzata, sposa e madre la molteplicità delle relazioni familiari. Ed è proprio con le mani e la fronte appoggiata su quei freddi mattoni della Santa Casa che abbiamo consegnato nelle mani del Signore la nostra coppia, il nostro sacramento, consacrando il nostro tempo a riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, a diffondere il “sogno di Dio per la sua creatura diletta: vederla realizzata nell’unione di amore tra uomo e donna; felice nel cammino comune, feconda nella donazione reciproca” (Papa Francesco).

La nostra missione

Oggi festeggiamo il primo compleanno di questa nostra umile creatura. Dodici mesi in cui abbiamo cercato a modo nostro di ribadire la grandezza, l’insostituibilità e la bellezza della famiglia a servizio della vita e della società, affiancando testimonianze di vita a riflessioni sui vari temi che attraversano la vita di una famiglia. Abbiamo creato un canale YouTube dove potrete trovare ogni settimana l’audio dei nostri articoli ed una sezione video interamente dedicata ai bambini e ai ragazzi con dei brevi commenti al vangelo della domenica. Camminiamo a piccoli passi, cercando sempre di mantenere la rotta, lasciandoci guidare da Lui, dalla stella polare.



giovedì 10 dicembre 2020

La traslazione della Santa Casa

Le pareti della Santa di Nazareth dentro la Basilica di Loreto

La notte fra il 9 e il 10 dicembre è una notte speciale

Quando ero un ragazzino abitavo in un quartiere di Ancona chiamato Posatora. Una collina che gode di un panorama stupendo sul mare, sul porto e sulla Cattedrale, da cui nelle giornate limpide riesci anche a vedere le sagome delle montagne Croate sull’altra sponda dell’Adriatico.

La notte fra il 9 e il 10 dicembre, noi ragazzini correvamo nelle campagne ad accendere fuochi. Era la notte de “la venuta”. La memoria della notte in cui nel lontano 1294 la Santa Casa di Nazareth veniva trasportata proprio dalla Croazia, da Tersatto, sulla collina di Posatora. Una notte in cui al freddo, riscaldati dai fuochi, fra canti e preghiere immaginavamo la casa di Maria volare sopra le nostre teste trasportata dagli angeli.

Sembrava di vivere una favola, e invece ricordavamo un mistero, la traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto.

La posizione della Santa casa nella grotta di Nazareth

Quella costruzione che si trova oggi al centro del Santuario di Loreto, altro non è che la Santa Casa di Maria: il luogo dove  è nata ed ha abitato Maria, la madre di Gesù, fino al viaggio a Betlemme. Il luogo dell’Annunciazione e dell’Incarnazione di Nostro Signore dove lo stesso Gesù ha vissuto gli anni della sua infanzia e giovinezza.

Una struttura composta da tre pareti in pietra con una porta ed una finestra, quella dell’Annunciazione, che a Nazareth erano addossate ad una grotta scavata nella roccia.

Cinque traslazioni

La storia inizia nel 1291, anno in cui cadde l’ultima roccaforte cristiana in Terra Santa, San Giovanni d’Acri, con la conseguente cacciata dei crociati. Proprio qualche giorno prima della loro definitiva sconfitta, ad opera dei musulmani, la Santa Casa di Nazaret fu staccata dalle sue fondamenta e portata in volo dagli angeli a Tersatto, oggi un quartiere della città di Fiume, in Croazia. Tutto avvenne all’improvviso, la notte tra il 9 e il 10 maggio 1291. La Santa Casa di Maria veniva così provvidenzialmente messa al sicuro dalla minaccia di distruzione per mano turca.

Tersatto

Le prime persone ad accorgersi di quella misteriosa abitazione a Tersatto furono dei boscaioli. Anche il parroco di Tersatto, don Alessandro Giorgevich, venne informato del fatto, ma essendo molto ammalato, non poté muoversi. Gli apparve allora la Madonna che gli confermò essere quella la sua Casa di Nazareth e a sigillo dell’Apparizione, don Alessandro venne improvvisamente guarito dalla sua infermità. Nicolò Frangipane, signore della città, volle accertarsi del fatto e mandò una delegazione in Palestina con l’incarico di constatare se realmente la Santa Casa non esistesse più in Nazareth. La delegazione, tra cui c’era anche don Alessandro, una volta a Nazareth, constatò effettivamente l’assenza della Santa Casa, ove erano rimaste solo le fondamenta, che combaciavano perfettamente con le misure della perimetrazione delle tre Sante Pareti giunte a Tersatto.

Posatora

La Santa Casa rimase a Tersatto tre anni e sette mesi. La notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 attraversò in volo l’Adriatico e toccò per la prima volta il suolo italiano, in un territorio dell’allora Stato Pontificio. Fu lasciata appunto nei pressi di Ancona, in una località chiamata poi – come ancor oggi – “Posatora”, dal latino “posat et ora” (poggiati, fermati e prega).

Fino a Loreto

Circa nove mesi dopo avvenne la terza traslazione documentata, e la casa arrivò nella selva di una signora di nome Loreta, in una località poi detta “Banderuola”, perché i fedeli avevano piazzato una bandiera in cima a un alto pino per aiutare i pellegrini a orientarsi. In quel luogo, a Porto Recanati, sorge ora la bellissima Chiesetta della Banderuola.

La zona fu poi infestata dai briganti e avvenne una quarta traslazione, sul Monte Prodo, su un terreno dei fratelli Rinaldi, e infine nel 1296, fu miracolosamente traslata, per l’ultima volta, dove si trova oggi: gli angeli la posero sulla pubblica strada che da Recanati va al suo porto, costringendo i magistrati a ordinare una deviazione del percorso.

Il Giubileo

In questi giorni Loreto sta vivendo l’anno del GiubileoLauretano, il “dono” che Papa Francesco ha voluto fare a questa piccola città delle Marche che si affaccia sulla costa del Conero, in occasione dei cent’anni della proclamazione, da parte di Papa Benedetto XV, della Beata Vergine Maria di Loreto quale “patrona principale presso Dio di tutti gli aeronauti”. Il miracolo della traslazione della Santa Casa di Nazareth, trasportata in volo dagli angeli a Loreto, aveva infatti ispirato gli aviatori reduci della Prima guerra mondiale, che chiamavano familiarmente “casa volante” i loro velivoli.

Scorcio del lato nord della Santa Casa di Loreto e del rivestimento marmoreo del Sansovino

Nulla è impossibile a Dio

Dietro al mistero della traslazione della Santa Casa si intrecciano storia, archeologia, narrativa, tradizione, ma la nostra fede e i miracoli dichiarati e non che sono avvenuti nel corso dei secoli all’interno di quelle Sante Pareti ci donano una certezza: nella Santa Casa si è realizzato l’avvenimento più umanamente inimmaginabile della storia: l’Incarnazione del Verbo.

Ora, se Dio ha veramente scelto il grembo di una giovane vergine di Nazareth per farsi uomo, tutto diventa possibile; anche che degli angeli, per evitare che la Santa Casa venisse profanata dai musulmani, l’abbiano trasvolata in Italia.

martedì 15 settembre 2020

La famiglia ha bisogno di ricominciare da Cristo



A Loreto il Pellegrinaggio delle Famiglie per la Famiglia

Sabato 12 Settembre la Basilica di Loreto si è riempita di colori. Erano i colori dei fazzoletti sventolati dalle famiglie arrivate da tante regioni del centro-nord per la tredicesima edizione del Pellegrinaggio nazionale delle Famiglie per la Famiglia promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo. Un evento che quest’anno si è svolto con modalità diverse. Innanzitutto perché ha avuto luogo in due santuari mariani, Pompei e Loreto. In secondo luogo perché le normative in vigore contro la pandemia non hanno permesso lo svolgimento di un pellegrinaggio fisico e così le famiglie si sono ritrovate a Pompei per la recita del Santo Rosario della Famiglia, e a Loreto dove sono stati proclamati l’atto di affidamento delle famiglie alla Santa Famiglia di Nazareth e l’atto di affidamento dei bambini e ragazzi a Maria alla vigilia del nuovo anno scolastico, seguiti dalla celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Loreto Mons. Fabio dal Cin.

La famiglia nel progetto di Dio

“La famiglia è il prolungamento dell’abbraccio del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e proprio da quest’amore divino derivano le relazioni familiari di amore, di accoglienza, di pazienza, di perdono, di sacrificio, di dedizione, fino all'eroismo.” Con queste parole l’Arcivescovo ha esortato tutti i componenti della famiglia a superare la tentazione dell’individualismo per trovare sempre forme nuove per esprimere l’amore, la sincerità nelle relazioni, l’attenzione all'altro, fino al dono totale di sé stessi.

Atto di Affidamento Bambini
Mons. Dal Cin ha poi ricordato a tutti che “La Santa Casa di Nazareth, custodisce la memoria sempre viva della famiglia di Nazareth, ed è il messaggio di speranza che ci dice che la famiglia è mossa da una forza interiore impressa da Dio, che nessuna condizione sociale o civile potrà mai soffocare.” Non possiamo osservare la famiglia posando lo sguardo solo sulle statistiche che parlano della fine della famiglia, del declino della famiglia, soffermandoci sulla paura di sposarsi, sulla paura di avere figli, di impegnarsi per sempre. Non possiamo porci davanti alla famiglia come accanto ad una persona malata, perché la famiglia nel grande disegno di Dio, è già dotata di un’energia divina che è scaturita dallo Spirito donato da Gesù sulla croce, che è vivo in ogni famiglia e che dona forze straordinarie di riabilitazione, di risanamento, di ripartenza che sono invincibili perché sono animate dallo spirito del Cristo risorto.

Il perdono

E tra queste forze c’è la forza del perdono.

“Potremmo dire così del Vangelo di questa sera.” - ha continuato l’Arcivescovo – “Quante volte Signore bisogna perdonarsi in famiglia? E il Signore ci risponde: non sette, ma settanta volte sette, cioè sempre. Perché senza perdono la famiglia non regge. Perché? Perché non esiste la famiglia perfetta. Non esistono genitori perfetti, e non esistono nemmeno figli perfetti. La fragilità appartiene a tutti. Pertanto non esiste un matrimonio sano o una famiglia sana senza l’esercizio quotidiano del perdono.”

Il perdono ci pone di fronte ad una scelta: vale di più il legame che ho con te marito, con te moglie, con te genitore, con te figlio, o vale di più il torto subito? Dobbiamo essere capaci di vincere con la grazia di Dio la fatica del perdono.

Ripartire da Cristo

Abbiamo una guida, un esempio da seguire: Gesù.
Dopo essere stato umiliato, offeso, accusato ingiustamente, messo a morte e abbandonato, è ritornato dai suoi discepoli, perché il legame con loro era più importante. E allora quando facciamo fatica a perdonare, soprattutto in famiglia, contempliamo le piaghe del Cristo crocefisso, e chiediamo il dono dello Spirito che dalla croce si sprigiona perché ciascuno di noi sia capace di perdono.

La famiglia è per sé stessa una scuola di perdono. Non lasciamo mai finire la giornata senza chiederci scusa, senza fare la pace fra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle…

“Abbiamo tutti di bisogno ripartire, ecco si riparte dal perdono, dal perdono ricevuto da Cristo. Ricominciare da Cristo. Anche la famiglia ha bisogno di ricominciare da Cristo, l’unico e necessario salvatore della famiglia.”

Video dell'evento di Pompei

Video dell'evento di Loreto

ph@Silvio Terranova

giovedì 9 aprile 2020

Il Giubileo Lauretano entra nelle vostre case

Il logo del Giubileo Lauretano


In questa Settimana Santa segnata dalla quarantena, portiamo il Giubileo Lauretano nelle vostre case


Oggi ha inizio il Triduo Pasquale in questa Settimana Santa silenziosa, ovattata, riempita dai suoni della natura e dalle tantissime iniziative delle parrocchie, delle diocesi e del Santo Padre in streaming e in TV.

Qui a Loreto questo è l’anno del Giubileo Lauretano, il “dono” che Papa Francesco ha voluto fare a questa piccola città delle Marche che si affaccia sulla costa del Conero, in occasione dei cent’anni della proclamazione, da parte di Papa Benedetto XV, della Beata Vergine Maria di Loreto quale “patrona principale presso Dio di tutti gli aeronauti”. Il Santuario di Loreto, ospita infatti la Santa Casa di Nazareth, che per tradizione è stata trasportata in volo dagli angeli a Loreto, e che aveva infatti ispirato gli aviatori reduci della Prima guerra mondiale, che chiamavano familiarmente “casa volante” i loro velivoli.

Vista della Piazza della Madonna e della Basilica di Loreto
Piazza della Madonna

In questi giorni segnati dal Covid-19, Piazza della Madonna è però stranamente deserta, e l’erba che sta crescendo indisturbata fra i sanpietrini che non sono più calpestati oramai da troppo tempo, le conferisce un aspetto inusuale, etereo.

La Porta Santa si erge solitaria, in attesa di fedeli e pellegrini che presto torneranno per vivere un momento di grazia e di serenità e per ricevere l’Indulgenza Plenaria.

Pensando a quanti avrebbero voluto essere qui in questi giorni, abbiamo deciso di portare il Giubileo Lauretano nelle vostre case, nelle vostre famiglie. Non sarà certo come essere qui di persona, ma cercheremo di accompagnarvi attraverso la Porta Santa lungo questo percorso che, ne siamo certi, potrete presto compiere personalmente.

La Porta Santa aperta presso il Santuario della Santa Casa di Loreto per il Giubileo
La Porta Santa

Chiamate la vostra famiglia, ritagliatevi qualche minuto per compiere questo percorso giubilare insieme, preparate il vostro spirito ad accogliere le grazie che il Signore vorrà donarvi, e saliamo insieme sulla passerella che ci porta verso la Porta Santa.
Facciamoci il Segno della Croce e spingiamo delicatamente la porta consapevoli che stiamo entrando nel Santuario del Giubileo.

Appena attraversata la Porta Santa ci troviamo davanti al Battistero dove siamo invitati a rinnovare le nostre promesse battesimali. E allora facciamolo insieme seguendo la formula proposta all'interno del Santuario.


Credete in Dio, Padre onnipotente creatore del cielo e della terra?

Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è resuscitato dai mori e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.

Questa è la nostra fede. Questa è la fede della chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Gesù Cristo nostro Signore.

Amen

Il percorso ci conduce poi in Santa Casa, il tempio dello Spirito Santo, il luogo del SI di Maria, e qui, fra queste mura che hanno ospitato la Santa Famiglia di Nazareth, ci fermiamo per una preghiera silenziosa.

Interno della Santa Casa della Santa Famiglia di Nazareth custodita all'interno della Basilica di Loreto

Uscendo dalla Santa Casa ci dirigiamo verso la Cappella Spagnola per un incontro con la Parola di Dio. Qui ci viene proposto un momento di riflessione su due brani del Vangelo.

Mt. 5, 2-12

In quel tempo Gesù si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.


Lc. 1, 46-55

Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».


Dopo esserci fermati in contemplazione della Paola di Dio, ci spostiamo nella Cappella Tedesca dove recitiamo insieme la Preghiera per il Giubileo Lauretano.

O Dio, la tua gloria è più alta dei cieli; fa’ che nel sollevarci in volo si elevi in alto anche il nostro spirito e donaci le ali della fede, della speranza e della carità.
Il volo degli aerei sia un arcobaleno che unisce gli uomini e le donne di ogni continente in un abbraccio fraterno di amicizia, di solidarietà e di pace.

Cappella del Coro o Cappella Tedesca della Basilica di Loreto
Cappella Tedesca

Per la materna intercessione della Beata Vergine di Loreto, proteggi tutti coloro che la invocano come Celeste Patrona, perché concludano felicemente il loro viaggio fra i paesi e i popoli del mondo. A te, Padre, che con il Figlio tuo regni glorioso nell'unità dello Spirito Santo, la lode e la gloria per l’eternità.
Amen!
Maria, Regina e Porta del cielo, prega per noi!

Ed infine entriamo nella Cappella Francese dove ci attende Gesù Eucarestia.
Cappella del Santissimo Sacramento presso la Basilica di Loreto

Qui ci abbandoniamo fra le braccia del nostro Signore, affidiamo a Lui le nostre pene, i nostri pensieri, le nostre malattie del corpo, della mente e dello spirito. Lasciamo che le inchiodi tutte sulla croce con Lui, così che anche noi liberai e guariti, possiamo resuscitare con Lui a vita nuova.

Questo Giubileo è innanzi tutto una chiamata “a volare alto”, “accogliendo Cristo come il ‘pilota’ della nostra vita”, facendo cose ordinarie in modo straordinario e mettendoci fede e amore come ha fatto Maria, iniziando dalle persone che abbiamo più vicine, dal nostro coniuge, dai nostri figli, dalla nostra famiglia.

Gesù e Maria vi aspettano a Loreto.

Buona e Santa Pasqua.

mercoledì 25 marzo 2020

Inizia il Cammino...

Papa Francesco raccolto in preghiera nella Santa Casa di Loreto in occasione della vista del 25 Marzo 2019
25 Marzo 2019 - Papa Francesco nella Santa Casa


Inizia oggi, nel giorno della Festa dell’Annunciazione del Signore, la storia di questo blog dedicato alla famiglia. 

Inizia da qui, da Loreto, dalla collina marchigiana che ospita le mura che a Nazareth furono testimoni di quell'evento straordinario che cambiò la storia dell’umanità: il SI di una fanciulla di 15 anni che affida la sua vita al progetto di salvezza di Dio. Un progetto che ha dell’incredibile, l’incarnazione del Figlio di Dio in seno ad una famiglia, a Nazareth. Gesù è nato in una famiglia. Lui che poteva venire in modo spettacolare, come un re o un imperatore, decide di nascere in una famiglia umana in un villaggio sperduto della periferia dell’Impero Romano. Non a Roma, non nella capitale, ma in periferia, e leggendo il Vangelo ci viene il dubbio che forse non fosse nemmeno una periferia delle migliori: «Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?» (Gv. 1,46).
Gesù è rimasto in quella periferia per trent'anni e l’evangelista Luca ci racconta che “stava loro sottomesso”, e quel loro è riferito a Maria e Giuseppe. Gesù, il Figlio di Dio ha vissuto per trent'anni “normalmente”, in una pia ed operosa famiglia israelita dove si lavorava, dove la mamma cucinava, faceva tutte le faccende di casa, e il papà, falegname, lavorava, e insegnava al figlio, a Gesù, a lavorare.
Trent'anni in cui l’unica cosa che ha avuto importanza per Dio, per il suo progetto di salvezza era la famiglia!

Non a caso Papa Francesco ha definito la famiglia “Il sogno di Dio”.

E quanto è bello, ma anche difficile vivere un sogno…

Il 25 Marzo 2019 Papa Francesco vista il Santuario di Loreto in occasione della festa dell'Annunciazione e parla di giovani, famiglia e ammalati
Papa Francesco e i ragazzi

Durante la sua visita a Loreto, esattamente un anno fa, Papa Francesco disse che: “Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società.
Nella casa di Nazareth, Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre. Per questo ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui - a Loreto – accoglienza e ispirazione a vivere la propria identità...”

Ecco, questa è la missione che abbiamo scelto per questo spazio nel web: riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società, affiancando testimonianze di vita a riflessioni sui vari temi che attraversano la vita di una famiglia, dal fidanzamento, al matrimonio, alla vita e sessualità di coppia, alle crisi, al rapporto con i figli e con le famiglie d’origine, insomma, in poche parole all'universo famiglia.