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mercoledì 28 aprile 2021

Il Rosario a Maggio da 30 Santuari del mondo

La preghiera del Rosario in famiglia

Il mondo invocherà Maria durante tutto il prossimo mese di maggio con il rosario quotidiano 


Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio”. Questo è il tema scelto da Papa Francesco per la maratona di preghiera per invocare la fine della pandemia che coinvolgerà in modo speciale 30 Santuari del mondo con la recita del Rosario durante tutto il mese di maggio. Un atto di affidamento a Maria, la madre che Gesù ci ha regalato dalla croce affinché non fossimo mai soli, colei che alle nozze di Cana era attenta ai bisogni degli sposi e che continua a stare attenta a noi anche oggi. Soprattutto nei momenti difficili. Il Santo Padre ci invita a rivolgerci a Maria, perché accolga questa domanda come una madre che sa ciò di cui noi abbiamo bisogno, e interceda presso Dio per il suo popolo. 


Il Rosario sarà recitato ogni giorno alle 18.00 e trasmesso in diretta sui canali ufficiali della Santa Sede. Papa Francesco aprirà personalmente la preghiera primo maggio e la concluderà il 31 maggio. 


Il Rosario il 9 Maggio a Loreto


Fra i santuari scelti dal Santo Padre per questa iniziativa c'è anche il Santuario della Santa Casa di Loreto, che ospiterà la preghiera Domenica 9 Maggio. Come disse il nostro Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin lo scorso anno in occasione della recita del santo Rosario il 30 Maggio in collegamento con il Papa e con molti altri santuari del mondo, "continuare questa preghiera anche dalla Santa Casa è un grande messaggio, perché la Casa di Maria è la casa di tutti i figli di Dio, è la casa di tutta l'umanità; è la casa aperta a tutti i popoli e credo che proprio in questo momento, che avvertiamo che da soli non possiamo realizzare il bene ma dobbiamo essere uniti con gli altri, questo grande messaggio di unità ci aiuta tutti, ci apre tutti ad essere un cuor solo e un'anima sola." 


Santuario Santa Casa

Nessuno si salva da solo


Sono trascorsi dodici mesi, ma queste parole dell'Arcivescovo di Loreto sono più che mai attuali. In questo lungo periodo di pandemia abbiamo forse finalmente capito che nessuno si salva da solo, che abbiamo bisogno di agire, pensare e pregare in unità. Abbiamo bisogno di riscoprire il valore della comunione, della comunità, ripartendo proprio dalle quelle più piccole, dalle nostre famiglie, luoghi dove siamo tornati, a volte anche forzatamente, a vivere e a condividere. Non è stato facile, non ci eravamo più abituati. Abbiamo dovuto toglierci le maschere e farle togliere a chi ci stava accanto, e a volte quello che abbiamo trovato non ci è piaciuto. ma se ci crede davvero, la famiglia ha in sé la forza per ripartire, per ricominciare. Lo Spirito Santo effuso sugli sposi nel giorno delle nozze, è quella forza d'amore che se pregato ed invocato ci aiuta a vincere il mondo. 


Lasciamoci allora coinvolgere dallo Spirito Santo in questa iniziativa, e prendiamoci questo tempo. Si tratta di trovare meno di mezzora al giorno, per unirci alla Chiesa che prega, per invocare la fine di questa pandemia che sta uccidendo il corpo e l'anima, che sta annientando comunione e comunità, che ci sta isolando nel nostro piccolo mondo. Dovunque tu sia, da sabato primo maggio, alle 18.00 fermati, se puoi prendi in mano una corona del Rosario e prega. Prega con tutta la chiesa, ma soprattutto prega con chi ti sta accanto, con il tuo coniuge, con i tuoi figli, con i tuoi genitori, con i tuoi amici, con i tuoi colleghi. 


Maggio mese del Rosario

Pregare il rosario in famiglia


Se ti sembra una sfida, accettala. Porta la potenza della preghiera del Rosario nella tua famiglia, magari a piccoli passi, magari in punta di piedi. Recitare il rosario in famiglia significa meditare e rivivere l'amore di Maria, nostra madre per Gesù, e questo ci renderà ancora più uniti e ci aiuterà a superare ogni prova. 






mercoledì 11 novembre 2020

Le indulgenze per i defunti in tempo di pandemia


La pioggia, la nebbia, i defunti e l'indulgenza a novembre
 

A causa della pandemia, l’indulgenza plenaria per i defunti si potrà lucrare in tutto il mese di novembre


Ho vissuto in paesi tropicali fra Asia ed Africa per più di vent’anni ed ogni volta che il calendario segnava novembre ringraziavo il Signore per essere lontano dall’Europa. 

Novembre, il mese dei morti

Questo assioma interiorizzato nella sua accezione più negativa mi ha accompagnato per lungo tempo, e forse accompagna anche tanti di voi. Novembre si associa alla morte, a quelle giornate grigie in cui non vedi mai il sole, caratterizzate da una pioggerellina fitta e continua, con le luci dei lampioni che cominciano ad accendersi sempre più presto. La sensazione melanconica di una natura che lentamente si racchiude su sé stessa.

Eppure, in quest’anno surreale dove nulla più sembra essere uguale a prima, anche il mese di novembre ci sta sorprendendo. Giornate calde, sole e il contrasto assordante fra una natura che non vuole cedere, che vuole restare viva e sorridente ed il susseguirsi dei contagi da Covid-19, le lunghe, fredde ed interminabili litanie di numeri e statistiche che ogni giorno sembrano volerci far sprofondare nella tristezza.

È come se dal cielo ci stessero dicendo: “Alza la testa, respira, lasciati avvolgere dal dono della vita.”

Mai come ora abbiamo bisogno di vita e di speranza, mai come ora anche novembre può e deve diventare il mese della vita. Una vita terrena da vivere con fede e speranza ed una vita eterna da donare ad uno dei nostri cari defunti in paradiso.

Quest'anno, infatti, a causa delle attuali contingenze dovute alla pandemia da “covid-19”, Papa Francesco ha stabilito che le Indulgenze plenarie per i fedeli defunti vengano prorogate per tutto il mese di novembre.

Visita un cimitero a novembre per lucrare un'indulgenza plenaria

Ma cosa è l’indulgenza plenaria per i defunti?

Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». Gv 8,7

Chi può dirsi senza peccato? I peccati non solo distruggono o feriscono la nostra comunione con Dio, il rapporto di fiducia fra noi e Dio e ci escludono dalla vita eterna, ma compromettono anche il nostro equilibrio interiore e il nostro rapporto con le altre creature.

Per un risanamento totale, non basta il pentimento, non basta la remissione della colpa mediante il sacramento della Confessione, occorre riparare il disordine provocato, pertanto il peccato deve essere espiato o sulla terra con preghiere, penitenze e opere di pietà volontarie o in Purgatorio.

L’indulgenza plenaria è uno dei mezzi per ottenere la remissione di tutta la pena, l'abbraccio di Dio. Cancellano la pena generata dal peccato e sono il segno tangibile di misericordia e amore.

Non essere troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato. Sir 5,5

La via per il Paradiso

Questo significa che seguendo la consuetudine codificata che di solito si applica dal 1 all’8 novembre, possiamo richiedere e lucrare l’indulgenza plenaria, per l’anima di un nostro caro defunto.

Perché indugiare allora? C’è un’anima che sta aspettando le tue preghiere.

Visita un cimitero e prega, anche solo mentalmente, per i defunti. Visita una chiesa o un oratorio e recita un Padre nostro e un Credo. Accostati al Sacramento della Riconciliazione. Ricevi la comunione eucaristica. Prega secondo le intenzioni del Santo Padre, pregando un Padre nostro e un’Ave Maria.

Come può ottenerla chi non può uscire di casa?

Gli anziani, i malati e tutti coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, potrà conseguire l'indulgenza pregando davanti ad un'immagine di nostro Signore o della Beata Vergine, pregando ad esempio Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario Mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita.

In questo periodo di difficoltà, non possiamo abbandonarci allo sconforto, ma siamo chiamati a ravvivare la nostra certezza nella gloria e nella beatitudine eterna. Chiediamo con umiltà e fiducia il perdono per quanti ci hanno lasciati, per le loro piccole o grandi mancanze, e rinnoviamo il nostro impegno di fede.

Un papà ateo che perse sua figlia quando era ancora adolescente disse: “Se esiste il Paradiso lei ora è là. Ed io voglio andare con lei.” Divenne un servo fedele del Signore e visse il resto della sua vita nella certezza di quell’incontro.

In fondo il Paradiso è la casa dei servi fedeli e tutti un giorno potremmo vivere felici nella luce di Dio a condizione di aver creduto non solo a parole, ma anche nelle opere.

giovedì 7 maggio 2020

La sfida di Maggio, pregare il Rosario in famiglia

Maggio è il mese dedicato al santo Rosario


Quale momento migliore del Mese di Maggio per acquisire l’abitudine a pregare il Rosario in famiglia con i propri bambini?


Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica Maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».

Papa Francesco, nella sua lettera ai fedeli del 25 Aprile scorso, ricorda che “è tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia, in una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.” E così ci ha invitato a riscoprire la bellezza di pregare il Rosario nelle case, in famiglia, con semplicità, offrendoci anche i testi di due preghiere alla Madonna da recitare al termine del Rosario; preghiere che lui stesso reciterà in comunione spirituale con tutti noi.

Sembrerebbe una missione impossibile: pregare il Rosario a casa, e magari anche con i figli…

E invece possiamo testimoniarvi che questa bella abitudine può diventare una realtà. La parte più difficile, come per tutte le “conversioni spirituali” è l’inizio, ma con l’aiuto di qualche piccolo stratagemma, potrete scoprire la bellezza e l’intimità di questa preghiera, soprattutto quando recitata con i figli, e vi sorprenderete quando poi saranno loro, proprio i più piccoli a guardarvi negli occhi la sera e a chiedervi: “Mamma, ma questa sera non recitiamo il Rosario prima di dormire?”

Per noi è stato forse più facile, perché abbiamo recitato il Rosario insieme praticamente da sempre, tutte le sere, ed anche nei periodi in cui il lavoro ci ha tenuti lontani, quella preghiera recitata prima di dormire, ci teneva uniti e ci riempiva di grazie. Così quando sono arrivati i bambini, si sono naturalmente inseriti in questo rito familiare di affidare noi stessi e le persone che amiamo a Mamma Maria al termine della giornata.

Ma se i figli non ne vogliono sapere? Se la preghiera in famiglia non è mai andata oltre la benedizione dei pasti?

Beh, allora quale miglior occasione del mese di Maggio per provare ad acquisire questa bella abitudine di pregare il Rosario in famiglia con i bambini?

Sfida accettata? Allora partiamo con tre semplici passi!

1. Fatelo diventare un’abitudine

Certo, la nostra vita può essere veramente molto indaffarata e trovare il tempo di organizzare un Rosario famigliare non è semplice, ma il Signore saprà ripagarci dei nostri sforzi! Quindi, per prima cosa decidete insieme il ritmo, i giorni e gli orari che siano stabili, e… iniziate!

2. Trovate il luogo ideale

Per noi il luogo ideale è diventato la camera dei bimbi. Si mettono il pigiama, si lavano i dentini, si siedono sui loro letti, e sono pronti per il Rosario.

È comunque importante sistemarsi in un luogo dove i bambini non abbiano molte distrazioni, in modo da riuscire a mantenerli concentrati sulla preghiera.

Un rosario da stampare e far colorare ai vostri bambini3. Coinvolgete i bambini

Trovate il modo di renderli partecipi e parte attiva del Rosario. La preghiera non va mai confusa con il gioco, ma la modalità gioco può aiutarli a restare in preghiera. Coinvolgeteli in modo attivo, magari creando un rosario disegnato come questo, dove dentro ogni grano potete scrivere il nome di una persona per cui volete pregare. In questo modo ogni sera con i vostri bimbi reciterete un’Ave Maria dedicata a qualcuno che conoscete e poi i bimbi possono colorare i grani o incollarci sopra un tappo…

Andando avanti con l’esperienza potrete anche chiedere loro di guidare una decina del Rosario, o di leggere il testo evangelico del mistero da contemplare.

Recitare il Rosario in famiglia significa “contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre” e questo ci renderà ancora più uniti come famiglia e ci aiuterà a superare ogni prova.